ATTREZZATURE PER LA PESCA AL LUCCIO. L’ABC.
Quando si parla di pesca a mosca al luccio, l’attrezzatura non è un dettaglio.
Non serve soltanto a lanciare mosche grandi. Deve permettere di pescare alla profondità giusta, ferrare con decisione e soprattutto gestire velocemente pesci che possono superare abbondantemente il metro.
In oltre trent’anni di pesca al luccio ho cambiato canne, code, finali e convinzioni. Alcune cose che vent’anni fa sembravano corrette oggi le considero superate. Altre, invece, sono rimaste esattamente al loro posto.
Partiamo dalle basi.

LA CANNA: 9 PIEDI, CODA #10
La canna è probabilmente l’elemento più personale dell’intera attrezzatura.
È un po’ come la bicicletta per un ciclista o la racchetta per un tennista. Possiamo discutere di caratteristiche tecniche, ma alla fine deve funzionare con il nostro modo di lanciare e di pescare.
Quando iniziai a pescare seriamente il luccio a mosca, più di vent’anni fa, il riferimento era generalmente una 9 piedi per coda #9.
Molti arrivavano dalla pesca alla trota e tendevano a utilizzare attrezzature relativamente leggere. Non era raro vedere canne #7 o #8 impiegate per lucci, bass, aspi e altri predatori.
Nel frattempo è cambiato praticamente tutto.
Sono cambiate le mosche. Sono aumentate le loro dimensioni. Sono cambiate le code e, soprattutto, abbiamo capito molto meglio come cercare e gestire i grandi lucci.
Oggi, per me, il riferimento è molto chiaro:
9 piedi, coda #10.
Una #10 permette di lanciare artificiali importanti, anche oltre i 25 centimetri, ma soprattutto offre la potenza necessaria durante ferrata e combattimento.
E quest’ultimo punto conta moltissimo.
Pescare deliberatamente grandi lucci con attrezzature troppo leggere significa spesso allungare inutilmente il combattimento. Se l’obiettivo è rilasciare il pesce nelle migliori condizioni possibili, non vedo alcun vantaggio nell’impiegare una #8 semplicemente per rendere il combattimento più impegnativo.
Un grande luccio va combattuto con un’attrezzatura adeguata.
PROGRESSIVA, MEDIUM-FAST O FAST?
Stabilito il numero di coda, rimane da scegliere l’azione.
Qui non esiste una risposta universalmente corretta.
Azione progressiva
È una canna che lavora profondamente e restituisce molto bene la sensazione del caricamento.
Con mosche voluminose può risultare piacevole perché aiuta il lanciatore e riduce la fatica durante una giornata passata a lanciare streamer enormi.
Mi piace particolarmente con code affondanti e quando pesco in acqua relativamente libera, dove durante il combattimento posso concedere qualcosa al pesce.
È anche una buona scelta per chi si avvicina per la prima volta alla pesca del luccio a mosca.
Medium-fast
Probabilmente è il compromesso più interessante.
Mantiene una buona capacità di caricamento, ma possiede maggiore rapidità e autorità. Gestisce bene diverse tipologie di coda e permette di utilizzare senza problemi anche mosche piombate.
Quando ci sono ostacoli e bisogna controllare il pesce con maggiore decisione, quella maggiore riserva di potenza diventa importante.
Se dovessi consigliare una sola azione a chi vuole iniziare, probabilmente partirei da qui.
Fast
Qui entriamo in un territorio più particolare.
Sono canne rigide, molto rapide e con un’azione prevalentemente di punta. Consentono ferrate decise e combattimenti molto serrati.
Le trovo interessanti nella pesca a jig e in quelle situazioni nelle quali occorre prendere immediatamente il controllo del pesce.
Di contro sono generalmente meno permissive nel lancio e richiedono una tecnica migliore.
Un consiglio: non fissatevi troppo con ciò che è scritto sulla canna. Due #10 possono essere profondamente differenti tra loro e una #9 particolarmente potente può sembrare più cattiva di alcune #10.
Provatele, quando possibile.
LE CANNE DA LUCCIO DISPONIBILI:

LA CODA: È QUI CHE CAMBIA DAVVERO LA PESCA
Se dovessi indicare l’elemento che modifica maggiormente il nostro modo di pescare il luccio, probabilmente sceglierei la coda.
Non peschiamo sempre nello stesso ambiente.
Possiamo trovarci sopra un erbaio con pochissima acqua oppure in una buca profonda diversi metri. Possiamo pescare sospesi, a jig, da fermi oppure in drift.
Avere la coda corretta significa soprattutto portare la mosca nello strato d’acqua corretto.
Floating
Può sembrare strano, ma per la mia pesca in Italia è probabilmente una delle code più specifiche.
Serve soprattutto per pescare veramente in superficie o sopra zone estremamente basse.
Ci sono situazioni e soprattutto destinazioni estere dove diventa importantissima. Ma nella normale pesca che faccio in Italia, la utilizzo poco.
Intermediate
Completamente diverso il discorso per le intermedie.
Sono estremamente versatili.
In base alla velocità di affondamento permettono di pescare sospesi sopra gli erbai, lavorare grandi streamer nella parte superiore della colonna d’acqua oppure utilizzare tecniche a jig.
Una fast intermediate può essere eccellente per pescare sospesi.
Per il jig, invece, spesso preferisco qualcosa di più lento: lascia lavorare liberamente la mosca durante la discesa e mantiene un contatto eccellente.
S3
Con un’affondamento indicativo di circa 7,5 cm al secondo, è una delle code che utilizzo maggiormente quando voglio pescare sospeso.
Variando il tempo di attesa prima del recupero e la velocità delle strippate si riescono ad affrontare profondità molto differenti.
S5
Circa 12,5 cm al secondo.
È una coda estremamente poliedrica. Lasciandola scendere permette di raggiungere profondità importanti, mentre aumentando la velocità del recupero può lavorare tranquillamente più in alto.
S7
Circa 18 cm al secondo.
Quando bisogna scendere davvero, arriva lei.
C’è però un particolare fondamentale: anche l’artificiale deve essere coerente con la velocità di affondamento della coda.
Non serve avere una coda velocissima se poi la mosca combatte continuamente per tornare verso la superficie.
E ricordate un’altra cosa: il numero stampato sulla scatola non determina da solo quanto profondo pescheremo.
La velocità del recupero cambia tutto.
Più velocemente strippiamo, più tenderemo a far risalire il sistema.
LE CODE DA LUCCIO DISPONIBILI

IL MULINELLO: MOLTO MENO IMPORTANTE DI QUANTO SI PENSI
Sul luccio il mulinello ha principalmente una funzione:
contenere bene la coda.
Nella stragrande maggioranza dei combattimenti tengo la coda direttamente tra le mani.
Trovo inutile perdere i primi secondi successivi alla ferrata cercando di recuperare tutta la coda libera per trasferire il combattimento sul mulinello.
Sono spesso proprio quelli i secondi nei quali dobbiamo essere maggiormente concentrati sul pesce.
Per questo non cercherei necessariamente il mulinello più sofisticato del catalogo.
Preferisco che sia robusto, non eccessivamente pesante e soprattutto con una bobina sufficientemente grande, così da avvolgere la coda con spire ampie.
I MULINELLI DISPONIBILI

BACKING: 50 METRI BASTANO
Il backing nella pesca al luccio ha un ruolo piuttosto marginale.
Mi è capitato raramente che un luccio riuscisse realmente a portarmici dentro.
Per una normale attrezzatura da luccio, circa 50 metri di backing da 30 lb sono più che sufficienti nella maggioranza delle situazioni.
Metterne di più può avere senso principalmente per riempire maggiormente la bobina e aumentare il diametro sul quale viene avvolta la coda.
IL FINALE: SEMPLICE E ROBUSTO
Qui non serve complicarsi la vita.
Tra coda e cavetto utilizzo normalmente circa 1,5-2 metri di nylon o fluorocarbon.
Posso allungarlo in acqua particolarmente limpida oppure accorciarlo utilizzando code molto affondanti o pescando in condizioni di scarsa visibilità.
Come riferimento mi mantengo intorno allo 0,60 mm, con un carico di rottura nell’ordine dei 20 kg.
E no: per questa pesca non serve un finale conico.
Personalmente negli anni ho utilizzato molto anche il nylon. Costa meno e questo permette di cambiarlo senza pensarci due volte appena compare qualche dubbio sulla sua integrità.
Con un luccio importante dall’altra parte non voglio chiedermi se quel segnetto sul finale avrebbe dovuto preoccuparmi.
IL CAVETTO: NON È UN OPTIONAL
Arriviamo a un componente sul quale non bisogna risparmiare in sicurezza.
I denti del luccio non perdonano.
Le due grandi famiglie sono sostanzialmente monowire/piano wire e acciaio trecciato.
Il primo è costituito da un singolo filo d’acciaio. È economico, affidabile e piuttosto rigido. Una rigidità che, pescando sospesi con streamer che devono avere un comportamento simile a quello di un jerk, può persino diventare un vantaggio.
Il trecciato è composto invece da più fili intrecciati ed è generalmente più morbido.
Personalmente continuo a preferire il piano wire.
È semplice, economico e soprattutto posso controllarne facilmente lo stato.
Utilizzo cavetti di almeno 40-45 centimetri e, come riferimento personale, sono arrivato a utilizzare un piano wire da 61 lb.
Non vedo alcuna ragione per andare troppo leggeri.
I CAVETTI DISPONIBILI

E IL TITANIO?
Sulla carta è fantastico.
Nella pratica non è mai diventato la mia prima scelta.
Il problema principale è che può mantenere un aspetto apparentemente perfetto anche quando la sua struttura è stata stressata.
Con grandi mosche, inoltre, i continui volteggi sottopongono il materiale a sollecitazioni importanti.
Preferisco un materiale che mi faccia capire chiaramente quando è arrivato il momento di sostituirlo.
COME COSTRUISCO IL SISTEMA
Alla fine l’intero sistema può essere estremamente semplice:
coda → nylon/fluorocarbon → cavetto d’acciaio → moschettone → streamer.
Collego il finale alla coda loop-to-loop. Creo quindi una seconda asola verso il cavetto, anch’esso preparato con la propria asola.
Alla fine del cavetto monto il moschettone.
Da molti anni utilizzo volentieri un Fastach, perché permette di cambiare artificiale senza il classico movimento continuo di apertura e chiusura di un normale moschettone.
È una soluzione semplice e veloce.
SE DOVESSI COMPRARE OGGI LA PRIMA ATTREZZATURA DA LUCCIO
Cercherei soprattutto equilibrio.
Una 9’ #10 medium-fast, un mulinello large arbor robusto senza necessariamente spendere una fortuna, 50 metri di backing da circa 30 lb e almeno un paio di code differenti.
Se il budget lo permette, investirei sulle code prima che sul mulinello.
Perché una seconda coda può permettervi di pescare una situazione completamente diversa. Un mulinello che costa il doppio, nella maggior parte della pesca al luccio, continuerà essenzialmente a fare lo stesso lavoro.
Finale semplice, robusto e controllato frequentemente. Cavetto d’acciaio serio. Mosche proporzionate all’attrezzatura.
E soprattutto eviterei la tentazione dell’attrezzatura leggera.
Una #10 non serve soltanto per lanciare una mosca da 30 centimetri. Serve anche quando quella mosca viene mangiata da un luccio da 120.
Ed è proprio in quel momento che si capisce perché abbiamo scelto l’attrezzatura giusta.